Castelli e Fortificazioni
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Castelli e Fortificazioni
Comune: Paruzzaro


Stato d'esistenza: dell’antico borgo fortificato rimangono due porte in muratura, tratti di terrapieno e frammenti architettonici inseriti in un cascinale.

Tipo di costruzione: Architettura fortificata - Fortificazione
Configurazione Strutturale: fondato come borgofranco dal Comune di Novara in contrapposizione ai conti di Biandrate, ai signori da Castello e al capitolo di S. Giulio d’Orta tra il 1227 ed il 1237, aveva una pianta quadrata ed era completamente circondato da un terrapieno difensivo rafforzato da palizzate che avevano il ruolo di cortine e dotato di un fossato esterno. Nella struttura posta a protezione dell’insediamento si aprivano quattro porte (il borgo era diviso in quattro quartieri) inserite in torri in muratura “a gola aperta”, senza parete verso l’interno e protette da due ali all’esterno. Al piano terra vi era il ponte levatoio. Il Borgo venne fondato in una posizione importante dal punto di vista strategico e commerciale, in quanto si trovava al crocevia tra Arona-Borgomanero e Gattico-Paruzzaro, strade che mettevano in comunicazione il Sempione con Biellese e Valsesia ed il Vergante con la bassa Novarese. Comprendeva, oltre alle civili abitazioni, una cappella, delle cascine e fortificazioni non ancora ben identificate. Posto su un’importante arteria commerciale, l’insediamento aveva pochi terreni adatti all’agricoltura in quanto nella zona prevalevano la brughiera ed i suoli paludosi.

Fondazione: XIII secolo
Fasi costruttive: XIII secolo, XIV secolo

Primo documento rintracciato: è un documento del 1331 con il quale il Capitolo di San Giulio di Orta, tramite il vescovo di Novara, Giovanni Visconti, chiede agli abitanti di Borgo Agnello il pagamento degli affitti degli appezzamenti coltivati, previa trascrizione in atto pubblico della superficie e dei confini dei terreni.

Fasi costruttive: Epoca di fondazione: fu fondato tra il 1227 e il 1237 e prese il nome dal podestà di Novara, Zuccone degli Agnelli, cittadino milanese, in carica al momento della progettazione o della realizzazione dell’opera. Fasi costruttive: Il Comune di Novara fondò Borgo Agnello e lo dotò del principio di mercato ed organizzazione comunale, con diritti quasi uguali ai cittadini di Novara. Già nel 1258, durante gli scontri fra Guelfi e Ghibellini novaresi, vi furono episodi di saccheggi e distruzioni che si ripeterono più volte e in epoche differenti, come documentato in atti e in toponimi di territori limitrofi quali “bataina” e “prella”. Nel 1358 Galeazzo Visconti distrusse tutte le fortificazioni, affinché non cadessero nelle mani del Marchese del Monferrato. Probabilmente gran parte del sito subì gravissimi danni, ma il borgo, seppur a fasi alterne, continuò ad essere popolato, almeno per quanto riguarda i cascinali.

Epoca di distruzione: le fortificazioni furono distrutte nel 1358 da Galeazzo Visconti ma il borgo continuò ad essere abitato

Descrizione dello stato di fatto: il sito di Borgo Agnello è stato oggetto, a partire dalla seconda metà del XX secolo, di numerosi interventi edilizi, che hanno ampliato la carreggiata della strada statale Arona-Biella e industrializzato parte della zona ma, in taluni casi, hanno purtroppo distrutto costruzioni e architetture preesistenti. Sono ancora visibili tracce del terrapieno difensivo e del fossato esterno che lo circondava e si sono conservate, a distanza di duecento metri l’una dall’altra, due porte romaniche del XIII secolo, formate da edifici a due piani in muratura con conci scalpellati e ciottoli disposti a spina di pesce. Gli archi sono a pieno sesto, serbano tracce di decorazioni ed hanno dei fori su cui erano appoggiate le travi di un solaio in legno. Nella porta meridionale è murata una lapide funeraria risalente al I secolo d.C. Dei due cascinali, uno ha mantenuto, nonostante la moderna ristrutturazione, l‘antico schema architettonico, soprattutto nel lato sud, dove, al piano terra, rimane un portalino tardo-medievale in pietra con un architrave a timpano e due mensole decorate con figure antropomorfe di tradizione preistorica.

Notizie storiche: le tracce di epoca romana ritrovate nella zona sono troppo esigue per ipotizzare un insediamento stabile già in quel periodo. Si pensa che i primi abitanti stanziali siano stati i Galli, dei quali è stata rinvenuta una piccola necropoli (degna di nota soprattutto la lapide sepolcrale AMOINUS ALBUCI FILIUS) con reperti risalenti ai secoli I-IV d.C. A partire dalla fondazione sappiamo che il Borgo fu abitato in modo abbastanza continuo ed infatti viene citato in alcune pergamene del 1331 e 1338 dell’Archivio di stato di Novara e dell’Ospedale di Novara ed, in seguito, negli statuti novaresi. In essi, infatti, nei capitoli dedicati alla manutenzione delle strade, risultano impegnati il commune e gli homines del Borgo per la strata qua itur Vercellas ed il commune, i domini ed i nobiles per la via qua itur Vignalum: ciò denota la presenza di vari strati sociali fra gli abitanti dell’insediamento. Non sappiamo se mantenne l’importanza commerciale che aveva all’epoca della fondazione e se la sua popolazione fosse numerosa. Vi era certamente – lo testimonia un documento del 1362 - una cappella romanica ad una sola navata con abside semicircolare, di proprietà della Pieve di Gozzano. Di quell’edificio religioso oggi non resta nulla, ma esisteva ancora in età napoleonica in quanto, prima che la zona cadesse sotto il dominio francese, il giudice di Borgomanero, avvocato Biandrà, ordinava di restaurarlo; si conserva invece, la cascina detta Borghignello, costruita probabilmente nel XVI secolo ed oggetto di ristrutturazioni ed ampliamenti fino ai giorni nostri. Il comune di Borgo Agnello, citato nei catasti di Maria Teresa d’Austria nel 1723 e Rabbini nel 1866, conservò la sua autonomia fino al 1877, quando venne aggregato a Paruzzaro.

Condizione giuridica: Proprietà privata

Fonti archivistiche: Archivio di Stato di Torino, Sez. II, Finanze, Catasto Rabbini, Paruzzaro, 1867

Bibliografia: C. Manni, Scoperte archeologiche a Paruzzaro, in AA.VV., Paruzzaro: storia, arte, terra, società, Paruzzaro, 2001, pp. 35, 36, 39, 49, 52 A. Marzi, Chiese, castelli e borghi nuovi nel Medioevo, in Gattico – Maggiate presenze storiche nel medio novarese, a cura di E. Lomaglio, Borgomanero 1994, pp. 166 M. Montanari, Vicende del potere e del popolamento nel medio Novarese: da Paruzzaro tutto intorno (secoli X-XIII), in AA.VV., Paruzzaro: storia, arte, terra, società, Paruzzaro, 2001, pp. 75-76 M.F. Baroni, L’ospedale della carità di Novara. Il codice Vetus, Novara, 1985, p. 184, doc. 140, 2 febbraio 1338 M.F. Baroni, Novara e la sua diocesi nel Medio Evo attraverso le pergamene dell’Archivio di Stato, Novara, 1981, p.70 E. Lomaglio, Il Borgoagnello, in “Novarien”, 19 (1989), pp.251-56 C. Manni – C. Della Vecchia, Paruzzaro: la cascina Borgo Agnello, in AA.VV., Le cascine. Un patrimonio da recuperare, vol. 2, Novara 2009, pp.182-83

Ricercatore: Compilatore scientifico dei testi: dott. Carlo Giordani Revisore: dott. Fiorella Mattioli

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