Castelli e Fortificazioni
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Elenco completo dei Castelli censiti
Castelli e Fortificazioni
Comune: Comignago


Stato d'esistenza: l’odierna struttura è un insieme di edifici di epoche diverse e con differenti destinazioni d’uso, più volte rimaneggiati nel corso dei secoli. Il complesso è immerso in un grande parco con fiori, alberi secolari e giardini all’italiana.

Tipo di costruzione: Architettura fortificata - Abbazia Fortificata
Tipo: Tipologia generale: architettura fortificata Tipologia specifica: abbazia fortificata Epoca di fondazione: situata nel centro di Comignago, l’ Abbazia fu fondata nell’Alto Medioevo sui resti di un preesistente edificio di epoca romana appartenuto probabilmente alla gens Cominia, da cui prese il nome il paese. Caduto l’impero romano, la zona passò sotto la giurisdizione dei monaci che costruirono il complesso religioso.

Configurazione Strutturale: il nucleo orginario, ancor oggi riconoscibile, era composto dal chiostro e dal corpo di fabbrica dov’erano localizzate le celle dei monaci. Di esso fa parte anche la torre di fine Duecento. L’Abbazia, oltre al ruolo religioso, costituiva anche un’importante azienda agricola.

Fondazione: IV secolo
Fasi costruttive: secolo

Primo documento rintracciato: rintracciato: a parte l’iscrizione sulla lapide del 1282, vi è un atto di vendita del 1285 conservato nei registri della casa delle Umiliate a Novara dove compare “frate Bonaventura praepositus Canonicae Sancti Spiritus de burgo Cominiago”.

Fasi costruttive: l’Abbazia di S. Spirito in origine, date le sue notevoli dimensioni, occupava gran parte dell’insediamento ed era di forma quadrangolare. Nel 1282 fu edificata la torre, come testimoniato da un’iscrizione presente sul lato sud dell’edificio.

Descrizione dello stato di fatto: il chiostro, di forma quadrata, nel passato era totalmente attorniato da un colonnato che ora è rimasto solo sul lato laterale all’abisde della chiesa e definisce un corridoio caratterizzato da colonne di serizzo che sostengono volte a crociera. Il colonnato porta ad un giardino dove sorge un fabbricato ottocentesco con grandi finestre e balconcini in ferro battuto. Nel chiostro vi sono inoltre un pozzo quadrato a forma di edicola e la parte posteriore della chiesetta, con una regolare muratura a sassi tondi a lisca di pesce alternati a blocchi di pietra quadrangolari ai lati. Sul muro della cappella vi è un oculo con un affresco che rappresenta una Madonna con Bambino ed un monaco, forse il frate Bonaventura vissuto nella seconda metà del XIII secolo. Il lato anteriore della chiesa si affaccia sulla via pubblica, nei pressi della piazza principale di Comignago, preceduto da un sagrato – dove un tempo venivano seppelliti i frati - circoscritto da un basso muretto di ciottoli rotondi. Il fronte dell’edificio è caratterizzato da file irregolari di ciottoli a spina di pesce e da una porta settecentesca sormontata da una grande finestra. La torre di mattoni, a pianta quadrata, è suddivisa in quattro ordini di specchiatura separati da una serie di archetti sormontati da una decorazione lineare in mattoni. Le tre specchiature superiori sono divise dagli archetti in due fasce laterali per ogni facciata della costruzione. La parte inferiore, la più antica, è integrata con l’edificio adiacente ed è composta di pietre squadrate con sassi grandi e regolari agli angoli. A metà di essa vi è una finestrina quadrata sopra la quale è posta un’incisione in pietra raffigurante un fiore con sei petali racchiuso in una circonferenza, simbolo di buon augurio. Il secondo ordine non ha aperture mentre nel terzo troviamo, su ogni lato, una monofora decentrata e leggermente strombata. La parte superiore è caratterizzata da un’elegante bifora per lato e scompare l’ornamento delle fasce che lascia spazio solo a quello degli archetti. Una piccola colonna liscia di pietra bianca con capitello a campana sostiene il doppio arco delle bifore. Al posto dell’attuale tetto in coppi, rifatto nel 1955, vi era una terrazza pensile con muretti di pietra che aveva funzioni di uccellanda. La torre si affaccia sul cortile principale, dove vi sono edifici dell’Ottocento contraddistinti da archi decorativi di mattoni ed archi con lesene ed antiche stalle. Le stalle, precedute da un portico con mattoni a vista ed abbellito da lampade in ferro battuto, sono state restaurate e trasformate in sala per cerimonie. Da notare le volte a crociera sostenute da lesene in mattoni, le finestre strombate all’interno, le decorazioni a soggetti floreali ed ancor visibili, le aperture nelle volte par calare il fieno dall’alto, ed ai lati del locale, le mangiatoie per gli animali. In uno dei cortili interni dove un tempo vi erano le celle dei monaci, ora sorgono abitazioni private con piccole finestre quadrate, alcune delle quali decorate da cornici in mattoni. A piano terra vi sono stalle, non più utilizzate, con grandi archi in mattoni a tutto sesto e soffitti con volte a padiglione che si incrociano al centro formando un cerchio. Pietre e mattoni di differenti dimensioni costituiscono la muratura irregolare dei locali nei quali sono conservati antichi carri di legno a due ruote. La zona orientale del complesso, un tempo adibita alle attività agricole con l’aia ed il granaio, è occupata ora da un giardino e da costruzioni ottocentesche con differenti d’uso. Vi sono un grande portico con struttura a capanna e capriate in legno, un silos a torre circolare e, nei pressi del muro perimetrale, una ghiacciaia con tetto a cupola e volta interna in mattoni.

Personaggi storici collegati: nel Medioevo l’Abbazia possedeva la maggior parte delle terre di Comignago. Non è ancora stato definitivamente accertato se fossero gli Umiliati o i Benedettini a governare nei primi tempi il complesso. La maggior parte degli studiosi propende per gli Umiliati in quanto vari documenti confermerebbero questa tesi. Nel 1298 nell’elenco delle fondazioni Umiliate viene citata la “domus Sancti Spiritus” ed un atto di procura del medesimo ordine del 1355 cita il “preposito del monastero di Comignago in presente”. Nel Trecento la congregazione divenne molto potente dal punto di vista finanziario e trasformò i monasteri da luoghi di preghiera a regge eleganti. San Carlo Borromeo decise di porre freno a questo lussuoso stile di vita provocando malcontento tra i frati ed uno di essi, il 26 ottobre 1569 gli sparò. L’attentato fallì ma Papa Pio V due anni dopo soppresse l’ordine. A S. Spirito già nel 1475 vi erano monaci agostiniani e, nei tre secoli successivi, l’Abbazia appartenne a vari cardinali – fra cui Scipione Borghese, nipote di Pio V – dei quali si conservano quattro stemmi affrescati ai lati dell’ingresso del portone che conduceva un tempo al monastero. Nel 1797 il luogo fu secolarizzato dal re del Piemonte Carlo Emanuele IV e l’anno successivo fu venduto ai privati. Seguì una serie di trasferimenti di proprietà fino al 1925 quando subentrarono gli attuali proprietari.

Condizione giuridica: Proprietà privata

Bibliografia: Comignago, a cura di D. Borra, E. Patrone e A. Salvini, Comune di Comignago, 2011, pp. 47-49, 52-53, 71-79 G. Balosso, Gli Umiliati nel Novarese, n° 12, Novara 1982, passim AA.VV. Percorsi. Storia e documenti artistici del Novarese. Le terre fra le colline, Novara1998, pp. 12, 54-55 www.abbaziadisantospirito.com www.illagomaggiore.com www.comune.comignago.no.it

Ricercatore: Compilatore scientifico dei testi: dottor Carlo Giordani Revisore: dottor Fiorella Mattioli

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