Castelli e Fortificazioni
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Elenco completo dei Castelli censiti
Castelli e Fortificazioni
Comune: Borgo Ticino


Stato d'esistenza: Distrutto (sola segnalazione)

Tipo di costruzione: Architettura fortificata - Castello
Configurazione Strutturale: Non ricostruibile

Fondazione: X secolo
Fasi costruttive: secolo

Primo documento rintracciato: 3 marzo 1190

Epoca di distruzione: Post XV secolo

Descrizione dello stato di fatto: Non resta nulla dell’originaria struttura

Notizie storiche: L’opera di scardinamento dell’antico assetto insediativo del centro di Lupiate, che andava ormai sfaldandosi, fu attuata dalla classe dirigente del Comune novarese con la fondazione, ravvicinata, di due borghifranchi: Borgo Franco, oggi Borgo Ticino, tra Conturbia, Pombia e Lupiate, al centro delle proprietà dei da Castello, e Borgo San Leonardo, ora Borgomanero, tra Cureggio e Briga, due importanti castelli che furono di Guido di Biandrate. Borgo Franco era già attivo il 3 marzo 1190 ed era abitato da numerose famiglie di Conturbia, fra cui quella di ser Viviano, il quale dispose dei lasciti per la chiesa di Santa Maria del castello di Conturbia. A costoro, artefici dei nuovi insediamenti, sorti per decisione politica novarese e popolati con persone provenienti da più aree geografiche diocesane ed extradiocesane, la classe dirigente di Novara aveva concesso i privilegi goduti dagli abitanti dei sobborghi della città, ma aveva anche richiesto gli stessi oneri che gravavano su di essi. Gli abitanti dei borghi franchi, come quelli dei sobborghi, dovevano partecipare alla fortificazione della città, dei sobborghi, dei luoghi e dei castelli e dei villaggi novaresi, combattere insieme ai cittadini e pagare le tasse con il capoluogo. Come controparte potevano tenere mercato nel borgo ed i loro mercanti e commercianti avrebbero potuto frequentare tutti i mercati e tutte le fiere che si sarebbero svolti sui territori controllati dalla città. Ancora nel 1237 Borgo Franco era anche identificato come il Borgo di Lupiate, mentre a partire dalla seconda metà del Duecento fu definitivamente chiamato Borgo Ticino. Il borgo venne costruito sul punto più alto della zona, e subito difeso dalla realizzazione di un fossato, ma senza una muraglia di cerchia. Questo fossato attorniava l’insediamento e su di esso si aprivano quattro porte: Porta Murata, Porta, Porta di San Michele e Porta Changifangi. Presumibilmente, con l’edificazione del borgo franco voluto dal Comune di Novara, venne eretta anche la chiesa di Santa Maria. L’edificio religioso – detto de Burgoticini de Luppiate – venne costruito, insieme al castello oggi scomparso, all’interno delle fortificazioni che difendevano il borgo. Alla fine dell’XI secolo, infatti, la costruzione del nuovo borgo prevedeva anche l’edificazione della chiesa. Ancora oggi, su questo luogo, si erge Santa Maria Assunta, chiesa parrocchiale del paese. Le origini medioevali (presunta seconda metà secolo XII) sono riscontrabili nei resti di un’abside e nel campanile. All’epoca dei Visconti, l’imperatore Ludovico il Bavaro, con diploma del 6 agosto 1329, infeudò Castelletto Ticino a Ottorino Visconti a cui succedettero il figlio Bartolomeo e poi il nipote Alberto. Nel 1407 il Duca di Milano Filippo Maria Visconti nominò Alberto signore di Borgo Ticino e di Varallo Pombia. Alberto, non avendo avuto figli legittimi, fece legittimare da Gian Galeazzo i figliastri Lancillotto ed Ermes. Lo stesso duca Filippo Maria Visconti, con diploma del 7 maggio 1413, concesse ai figli di Alberto, Ermes e Lancelotto, i feudi di Ornavasso, Borgo Ticino, Invorio superiore, Pombia e di Varallo Pombia con il titolo di Signore. Si venne così a costituire un feudo omogeneo, ma la fortuna dei due fratelli durò poco. Infatti, nel 1447 il duca Filippo Maria tolse il feudo di Borgo Ticino ai fratelli Visconti (che restarono signori di Castelletto, Sesto Calende e Ornavasso) per affidarlo a Vitaliano Borromeo. A quest’ultima famiglia rimase certamente fino alla metà del XVII secolo, quando la comunità acquistò gli ultimi diritti feudali consistenti nel dazio del pane, del vino e della carne. Fu così tra i primi comuni del novarese a liberarsi dalla soggezione feudale.

Personaggi storici collegati: Famiglia Visconti, famiglia Borromeo

Leggende: Della sua storia perdurano tra la popolazione narrazioni legate a passaggi segreti che, partendo dai sotterranei del castello di Borgo Franco, portavano fuori dalle mura, alcuni sostenendo fino al di là del Ticino.

Condizione giuridica: Proprietà privata

Fonti archivistiche: ASDNo, Visite Pastorali (1595) t. 33, f.279

Bibliografia: G. ANDENNA, Andar per castelli. Da Novara tutto intorno, Milvia editrice, Torino, 1982. G. ANDENNA, Per un censimento dei castelli, in M.L. GAVAZZOLI TOMEA (a cura di), Novara e la sua terra nei secoli XI e XII. Storia documenti architettura, Silvana Editoriale, Milano, 1980. G. ARISTA, Memorie maravigliose di Castelletto Sopra Tesino, G. Agnelli Scultore e Stampatore, Milano, 1716. S. BELFANTI, Castelletto Sopra Ticino. Una piccola terra viscontea nelle vicende dei tempi, Industrie Grafiche Italiane Stucchi, Milano, 1938. L. CASSANI, G. MELLERIO, M. TOSI, Consignationes beneficiorum diocesis Novariensis facte anno MCCCXLVII tempore reverendissimi domini Guglielmi episcopi, Vol. II, Regia Deputazione Subalpina di storia patria, Torino, 1937. G. VAGLIANO, Le rive del Verbano, M.A. Malatesta Stampatore, Milano, 1710.

Ricercatore: Compilatore scientifico dei testi: dott. Stefano Della Sala Revisione: dott. Fiorella Mattioli

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