Castelli e Fortificazioni
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Elenco completo dei Castelli censiti
Castelli e Fortificazioni
Comune: Pella


Stato d'esistenza: Conservata con parziali trasformazioni interne ed esterne.

Tipo di costruzione: Architettura fortificata - Casaforte
Configurazione Strutturale: E' composta da cinque piani. Essendo dislocata in prossimità della riva del Lago, l'edificio ha subito un lieve cedimento strutturale con assestamento delle fondazioni.

Fondazione: XIII secolo
Fasi costruttive: XIII secolo, XVII secolo, XIX secolo

Fasi costruttive: Epoca di fondazione:L'apparecchio murario dimostra che la costruzione avvenne nel corso del secolo XIII. Fasi costruttive: L'edificio ha subito ristrutturazioni nel Seicento e nell'Ottocento.

Descrizione dello stato di fatto: I paramenti murari a conci squadrati sono disposti regolarmente in file orizzontali e possono essere confrontati con le murature tardoromaniche della pieve di Omegna. Le aperture originarie sono state sostituite da finestre ricavate in rottura; al piano terreno sono visibili, in parte mascherati dall'intonaco, i resti di un portale litico che tuttavia potrebbe essere stato oggetto di un rifacimento, oltre che di manomissioni recenti. Gli interni potrebbero celare, al di sotto degli intonaci, i segni dei camini e delle latrine coevi all'edificazione.

Notizie storiche: L'edificio di abitazione, forse appartenente alla famiglia degli Zanotti, fu edificato presso la riva dove avveniva l'approdo delle imbarcazioni che trasportavano le merci e il pescato.Il geografo veneziano D. M. Negri, che scrive a fine ‘500, riferisce che sette sono i castelli che recingono il Lago di san Giulio: Omegna, Crabbia, Ameno, Buccione, Opaglio, Pella, Isola di San Giulio (...haec sunt castella: Amagna, Acabium et Aimon, in recessu vero ad orientem Bozium, hinc ad meridiem Upai et Apella; in medio vero lacus insula est, in qua castellum Sancti Iulii, a quo lacus nomen habet).Il canonico A. Fara nel 1861 riferiva che una “antica torre si vede in Pella, la quale fu nell'interno ridotta ad abitazione, ed ha di altezza braccia 20 circa ed 8 di larghezza ad ogni lato. Essa stette tuttavia in piedi per l'autorità del Vescovo Maraviglia (Gioseffo Maria Maraviglia, milanese, vescovo di Novara dal 1668 al 1684), il quale non soffrì che un indiscreto creditore si attentasse a demolirla, ed a avvantaggiarsi del materiale, sebbene maltrattata già l'avesse collo scoperchiarla del tetto, con determinazione di spiantarla dai fondamenti senza punto riflettere alla venerazione dovuta a queste anticaglie. Dinanzi alla torre stendevasi la spiaggia assai capace, ed in larghezza uniforme portavasi fino alla sboccatura del Pellino ma nell'anno 1612 a vista di molto popolo e lentamente sdrucciolò nel lago per sei spazi di terreno nella totale estensione di questo sito...”. Il Fara alimenta la letteratura locale delle “torri di vedetta e di segnalazione, facenti sistema con il castello dell'Isola”, come il Bazzetta, che nel 1911 scriveva: “... a Pella due torrioni quadrati rimodernati sono gli avanzi del forte castello longobardo a sostegno della rocca e delle fortificazioni dell'Isola...”. Le tracce di un portale litico a pianterreno potrebbero dimostrare che la torre di Pella fosse in realtà una casa alta di abitazione, simile al modello cusiano della casa medievale di Via Bersani a Orta, già ritenuta a torto dal Nigra “torre del Comune”, che apparterrebbe a un sistema di torri di segnalazione connesso con i castelli di Buccione, Isola e Pella. In attesa di verifiche documentarie e archeologiche, si deve presumere che la funzione preminente della casaforte di Pella fosse da ricercare nell'esigenza di ostentare prestigio di una famiglia, sita in posizione privilegiata accanto al portus delle barche, storico approdo da e per la Valsesia. La collocazione emblematica della casaforte si comprende nel contesto storico urbano di Pella. La speciale matrice urbana del paese deve essere posta in relazione con un canale artificiale a cielo aperto derivato dal torrente Pellino, interrato negli anni Settanta del ‘900. Il tracciato di via Roma, asse generatore dell'abitato, procede parallelamente al canale, adeguandosi a irregolarità e profilo del terreno. Il canale viene detto gora dei molini sul catasto teresiano; nel 1723 forniva l'energia motrice e faceva girare “due molini con due rote”. Il villaggio di Pella, citato per la prima volta nel 1039 in una donazione episcopale novarese, si sviluppò in fregio alla gora dei molini, che confluiva a lago presso il portus dove fu costruita la cassaforte, dunque in una posizione strategica per il prestigio della famiglia che volle edificarla.

Condizione giuridica: Proprietà privata

Fonti archivistiche: AST, Sezioni Riunite, Catasto di Maria Teresa, 1723; Catasto Rabbini, 1865. Le pergamene di San Giulio d'Orta dell'Archivio di Stato di Torino,a cura di G.Fornaseri, Deputazione Subalpina di Storia Patria,Torino 1958, XXI,pp.37-38.

Bibliografia: A.Fara,La Riviera di S.Giulio Orta e Gozzano,Novara 1861,pp.97-98; N.Bazzetta,Storia del Lago d'Orta,Gozzano1911,p.423; A.Marzi ,Sulle origini del castello di Buccione,”Novara”,4(1984),Orta San Giulio 1984,pp.52-62; A.Del Duca,Il sistema fortificato della Riviera di San Giulio. Per un censimento dei castelli del Cusio,Gruppo Archeologico del Lago d'Orta “Pagus”, Borgosesia1995; E.Valeri,Famiglia Alzese, Alzo Pella 1996.La nostra storia,Gravellona Toce 1966; Il territorio dei “Castelli Cusiani”. Pella,Pogno, San Maurizio d'Opaglio, Prov. di Novara, 2004. A.Marzi,Le caseforti novaresi e della Valle d'Aosta nei disegni di Carlo Nigra,in Caseforti, torri e motte in Piemonte,”Bollettino della Società per gli Studi storici, archeologici ed artistici della Provincia di Cuneo”,132(2005).pp.213-227. Id.,Le presunte caseforti cusiane e le case dei “rustici” nel tardo Medioevo,”Antiquarium Medionovarese”,II(2007),pp259-272. La Memoria è la nostra Storia,a cura di E.Valeri,Gravellona Toce, 2009.

Ricercatore: Compilatore scientifico dei testi: Arch. Angelo Marzi Revisione: dott. Fiorella Mattioli

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