Castelli e Fortificazioni
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Elenco completo dei Castelli censiti
Castelli e Fortificazioni
Comune: Borgomanero

Tipo di costruzione: Architettura fortificata - Castello
Fondazione: XIV secolo
Fasi costruttive: secolo

Notizie storiche: È noto come Borgomanero sia sorto quale Borgofranco del Comune di Novara alla fine del secolo XII, al limite nord della pianura novarese. e quindi non può vantare all’interno del Borgo castelli e fortificazioni antecedenti a quest’epoca, come quelli che in parte rimangono nel territorio circostante. Tuttavia il Borgo, che all’origine, - non estendendosi più che a duabus lanceis -, era difeso solo da un fossato, come risulta dalle consegne dei beni del Capitolo di San Giulio d’Orta rogate dal notaio Giovanni da Veruno nel 1221-1225 e dal trattato del 1202 tra il Comune di Novara e i Conti di Biandrate che parla solo di fossato, durante il secolo XIV, nelle guerre tra Galeazzo II Visconti e il Marchese di Monferrato iniziate nel 1355, - ne parla il cronista e officialis visconteo Pietro Azario borgomanerese (1312-1364) -, venne munito da forti mura e grosse torri. Forti mura e grosse torri, che come scriveva Vincenzo De-Vit nella sua Storia di Borgomanero, delle quali rimangono le vestigia e che sono ben descritte nella “Topografica descrizione di Borgomanero” dedicata nel 1750 da Marc’Antonio Dal Re all’Eccellentissima Signora Donna Teresa D’Este nata Sfondrati: torrioni antichi, cinta e muraglie antiche del Borgo, fossato antico. Nel 1358, - riferisce sempre l’Azario -, finita la prima fase della guerra, Galeazzo II Visconti, per creare la terra bruciata al nemico, fece smantellare le fortificazioni (castelli) di Borgo Agnello, Briga, Maggiate Superiore e Maggiate Inferiore e nel 1363 vennero distrutti anche i castelli di Cureggio e Fontaneto, di modo che nel 1364, anno della morte dell’Azario, di tutte le fortezze del Novarese rimaneva in piedi solo quella di Borgomanero. All’epoca di Francesco Sforza, un documento del 1450 riferisce che Borgomanero est in fortellicio murato e si pensa che in quest’epoca o negli anni immediatamente successivi avvenne la rifortificazione delle porte d’ingresso nel Borgo: rifortificazione del resto ancora ben visibile nel disegno dell’ingegner Carlo Cesare Osio del 1683, redatto a stabilire nel territorio i confini tra la giurisdizione Visconti e quella Tornielli, riprendendo la definizione del 1508. È appunto il disegno dell’Osio, conservato all’Archivio di Stato di Novara, che dà conto di come Borgomanero, dalla fine del Medioevo sino all’abbattimento delle porte e allo spianamento delle muraglie e dei terrapieni nel periodo 1825-1828, fosse un borgo fortificato, indipendentemente dalla presenza o meno dentro di esso di un castello. Le quattro corsie grandi che dividevano il Borgo nei quattro Quartieri, - di Caristo, di Cureggio, di Maggiate e di Vergano -, erano chiusi ai punti cardinali dalle porte: Porta di Novara, detta di Sotto, verso Mezzodì; Porta della Riviera di San Giulio, detta di Sopra, verso Tramontana; Porta d’Arona, detta Bagnoma, verso Levante; Porta di Maggiora, detta del Pristino, verso Ponente. Di quelle fortificazioni rimangono tuttora tracce nell’attuale toponomastica cittadina che annovera nella parte meridionale del centro storico le vie Torrione e Torraccia. Nel 1636 il duca di Savoia Vittorio Amedeo I, assistendo dall’alto della collina del Pasquirolo all’attacco delle truppe franco-sabaude contro Borgomanero, si rese conto della convenienza di fortificare maggiormente il Borgo per la protezione della Valsesia e del Biellese. Il progetto, che è conservato nella Biblioteca Reale di Torino, venne elaborato, ma non realizzato, dall’architetto militare Carlo Morello. Una delle punte di queste progettate fortificazioni era alla Porta d’Arona, dove era situata la casa-forte del Governatore di Borgomanero, messer Giovanni Battista Torelli morto nel 1670, casa della quale abbiamo uno splendido inventario post-mortem, comprendente 1239 tra arredi di casa, suppellettili, oggetti, attrezzi, scorte alimentari, tra cui, - estremamente interessanti parlando di fortificazioni -, sono le armi: nello studio vi era un moschetto con la serpe di fuora, mentre nella camera sopra la sala erano conservate parecchie armi da offesa e armature da difesa, le tre schiopette d’azzalino, un’armatura di ferro con petto e schena, brazale e doi cossali e altra armatura di ferro di petto e schena solamente. Quanto al così detto “Castello di Borgomanero”, toponimo che si ritrova negli Status animarum dei secoli scorsi, scriveva, nella sua relazione alla Camera Ducale di Milano, il visitatore Gerolamo Erba nel 1714: … esservi un sito in vicinanza delle mura verso Settentrione e l’Oratorio sodetto di San Leonardo, detto il Castellazzo, dove presentemente dal Signor Marchese Don Gabriel d’Este confeudatario d’esso luogo resta da fondamenti cominciata una fabbrica, ò sia Palazzo, e per depositione di Uomini li più attempati ed anche del Cancelliere di quella Comunità, altre volte in detto sito vi fosse un Castello, quale sendo stato derelitto e diroccato … Infatti nel Libro dello Stato dell’Anime che in Borgomanero si trovano nel Quartiero verso Maggiate quest’anno 1749 (Archivio Parrocchiale di Borgomanero) si legge: Nel Castello Famiglia 54 Sua Eccellenza donna Columba vedova di S. Eccellenza il fù Signor Marchese don Gabriele d’Este di anni 54 Reverendo Signor Dottor don Carlo della Porta Signora Angela damigella di anni 29 Signor Carlo Tomaso della Porta di anni 19 Signora Margarita sorella di detto Signor Carlo Tomaso di anni 22 Pietro Miglino fu altro Pietro servente di anni 24 Domenica servente di anni 28 I Trivulzio avevano eretto questo Castello fuori dal Borgo presso il Ponte Araldo e, dopo molti anni di rovina in cui fu rifugio di girovaghi, agli inizi del XVIII secolo fu rimesso in sesto dagli Este che lo abitarono. Il ramo borgomanerese degli Este, Duchi di Ferrara (1240-1597), di Modena (1288-1797), di Parma e Massa, era quello detto Sigismondino dei Principi d’Este, Marchesi di Borgomanero, di San Martino in Rio, Castellarano, Belgioioso, Corte Olona, Porlezza, Principi del Sacro Romano Impero. Fin dal 1466 Borgomanero era stata, salvo il periodo intermittente di Anchise Visconti e dello spagnolo Giovanni d’Urbina tra il 1512 e il 1530, Feudo dei Trivulzio, famiglia di primo piano sulla scena internazionale dei secoli XV-XVI nei difficili rapporti tra il Ducato di Milano e la Francia: nel 1549 veniva a morire Giovanni III Trivulzio, l’ultimo Marchese di Borgomanero, e allora, per non lasciare cadere il Feudo, Carlo V, che dal 1535 era diventato anche Duca di Milano, ne investiva con diploma 1° gennaio 1552 il 1° Marchese di Borgomanero Sigismondo II d’Este, figlio di Ercole II d’Este (1508-1550) Marchese di Ferrara e di Renata di Francia, figlia di Luigi XII e di Anna di Bretagna. Egli aveva sposato nel 1533 Giustina Trivulzio, figlia di Paolo Camillo Trivulzio e sorella del defunto Giovanni Trivulzio. Da Sigismondo II, e da Giustina Trivulzio nacquero cinque figli: un maschio, Filippo I, e quattro figlie di cui due, Renata e Matilde, monache a Reggio Emilia, Barbara sposa di Francesco Trivulzio dei Signori di Melzo e Sigismonda sposa di Paolo Sfondrati fratello del Pontefice Gregorio XIV, il milanese Nicolò Sfondrati papa negli anni 1590-1591. 2° Marchese di Borgomanero Filippo I (n. Ferrara 1537 – m. San Martino in Rio 1592) ebbe come padrino di battesimo Filippo II, Re di tutte le Spagne. Il Marchese d’Este Filippo I, dopo la morte del padre Sigismondo II era stato nominato nel 1569 cavaliere della Santissima Annunziata da Emanuele Filiberto di Savoia e nel 1570 aveva sposato la principessa Anna Maria di Savoia (1556-1580) Signora di Crevacuore, figlia naturale legittimata di Emanuele Filiberto. A Filippo successero i figli 3° Marchese di Borgomanero Carlo Emanuele Filiberto (n. San Martino in Rio 1571 - m. Milano 1612), primogenito e poi il secondogenito Sigismondo III (n. 1577 - m. Torino 1628), Grande Ammiraglio dei Savoia, Cavaliere dell’Annunziata, Marchese di Borgomanero dal 1612 al 1628. Gli successero nell’ordine i figli Carlo Emanuele (1622-1694) e Filippo Francesco (1621-1652); poi i nipoti Sigismondo Francesco (1674-1732) e Carlo Filiberto, figli di Filippo Francesco. 4° Marchese di Borgomanero Carlo Emanuele (n. 1622 - m. Vienna 1695), Grande di Spagna, Cavaliere del Toson d’Oro nel 1658, Comandante della Piazza di Dôle e Ambasciatore in Inghilterra. Sposato nel 1645 con Paola Camilla Marliani, vedova di Valeriano Sfondrati Duca di Montemarciano, da cui nacquero il Padre Paolo d’Este, ispiratore di Giuseppe Pagani per la realizzazione della Collegiata di San Bartolomeo in Borgomanero e il 5° Marchese di Borgomanero Carlo Filiberto (1646-1714), Grande di Spagna di prima classe, Consigliere Segreto di S. M. Cattolica, Capitano Generale degli Uomini d’Arme nello Stato di Milano. Sposo della Principessa Bibiana Gonzaga, non ebbe figli: al Marchesato di Borgomanero fu perciò chiamato il figlio di Carlo Filiberto III. 6° Marchese di Borgomanero Gabriele Contardo Francesco Saverio d’Este, che fece realizzare il nuovo Palazzo marchionale e la Madonna Immacolata nella piazza di Borgomanero, Generale delle armate spagnole e asburgiche, Consigliere di Stato e Prefetto delle fortificazioni, nato a Torino nel 1671 e morto a Castelfranco in Emilia nel 1734 per ferite riportate in battaglia; aveva sposato segretamente a Corteolona Chiara Colomba Cobianchi, figlia di un avvocato di Pavia, riconosciuta quale Marchesa di Borgomanero dal Re di Sardegna dopo la morte del marito. La successione, non avendo avuto Gabriele figli maschi ma due femmine, Maria Teresa Marchesa di Dronero e Orsola Vittoria, nata nel Castello di Borgomanero nel 1716, monaca a Milano in San Paolo, ritornava al ramo di quello che sarà l’ultimo feudatario borgomanerese di Casa d’Este. 7° Marchese di Borgomanero Carlo Filiberto II (n. 1679 – m. 1752) figlio di Sigismondo Francesco e di Maria Teresa Grimaldi principessa di Monaco. Egli sposava nel 1731 donna Teresa Sfondrati della Riviera (n. 1710 - m. Milano 1773) da cui ebbe tre figlie femmine, le principesse Anna Ricciarda (1735-1777), Alfonsa (n. 1737) e Marianna (1740-1787). Con la sua morte, nel 1752, ebbe termine la dinastia borgomanerese degli Este. A Borgomanero della presenza estense, durata due secoli rimangono: - il settecentesco Palazzo (Castello) d’Este, che attualmente è sede dell’Asilo “Maria Immacolata” e dai borgomaneresi è ancora chiamato la Ca’ di strolghi, perché nelle vicinanze di esso sostavano i carrozzoni degli zingari (astrologi); nel cortile dell’edificio, laddove ora giocano i bambini, vi è una importante reliquia della presenza estense a Borgomanero. Sono le due statue, di San Giuseppe e di San Contardo d’Este (nato a Ferrara nel 1215, morto a Broni nel 1249, Patrono dell’Oltrepò Pavese) e relative lapidi peraltro molto ben conservate, fatte realizzare nel 1716 dal Marchese don Gabriel Francesco Saverio d’Este. - la monumentale statua di piazza della Madonna Immacolata, realizzata nel 1721 per iniziativa e spese del marchese don Gabriel, il quale nel settembre del 1720 aveva scritto al Podestà di Borgomanero che le calamità correnti invitano il nostro zelo ad adoperarci in tutto per codesti nostri sudditi e mossi da tali impulsi siamo venuti in pensiero di mettere sotto la speciale protezione della Beata Vergine sempre Immacolata e noi e codesti nostri sudditi, con erigerle in virtù d’ossequio una statua in mezzo di codesta piazza, che servirà di sacro ornamento al Borgo e di santo motivo a sì gran devozione. - il Convento dei Francescani dove già nel Quattrocento era stata eretta a oriente del Borgo, fuori delle mura, una Chiesa presso un’immagine miracolosa della Madonna, detta di santa Maria delle Grazie, edificio ristrutturato proprio grazie agli Este nel 1597. Filippo, uomo di grande fede, il 3 novembre 1587 pose la prima pietra del grandioso convento dei Padri Osservanti francescani presso la Chiesa delle Grazie, oggi Collegio Rosmini, eretto con fondi di casa d’Este e con i materiali del Castello Trivulzio che andava in rovina: un’istituzione che negli oltre due secoli di vita, fino alle soppressioni avvenute in epoca napoleonica diede lustro al Borgo per pietà religiosa ed elevata cultura. - la Mappa di Borgomanero: il più prezioso documento iconografico della Borgomanero antica venne inciso nel 1750 [31 dicembre] dal famoso artista dell’epoca, Marc’Antonio Dal Re per iniziativa di Carlo Bartolomeo Prina e dedicato alla ECCELLENTISSIMA SIGNORA DONNA TERESA D’ESTE NATA SFONDRATI Marchesa e Signora di San Martino in Rio, Campogalliano, Castellarano, Rotteglia e S. Cassano, Marchesa di Borgomanero, Porlezza e sua Pieve, Contessa di Corte Olona, e del Vicariato di Belgioioso, Signora della Corte S. Andrea, Principessa del Sacro Romano Impero. Alfredo Papale

Bibliografia: VINCENZO DE-VIT, Memorie storiche di Borgomanero e del suo Mandamento, Prato 1880 (Edizione seconda). ALFREDO PAPALE, Una descrizione di Borgomanero nell’anno 1714, Borgomanero 1975. GIANCARLO ANDENNA, Andar per castelli. Da Novara tutto intorno, “Castello e mura di Borgomanero”, Torino 1982, pp. 431-442.

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